Spia
Spia è una almeno parola doppia: da un lato la che osserva di nascosto, dall’altro il dispositivo che segnala, ad esempio la spia luminosa, l’allarme che si accende quando qualcosa non va. In entrambi i casi la funzione è quella di rendere visibile ciò che sarebbe invece nascosto.
Nello sport questa ambiguità è stata spesso politica. Alle Olimpiadi di Roma del 1960, alcuni sportivi statunitensi furono coinvolti in tentativi di favorire la defezione di colleghi sovietici, spie in uniforma sportiva. La CIA non usava solo spie professioniste, ma chiedeva aiuto agli atleti americani, perché loro potevano avvicinare i russi senza destare sospetti. In altri contesti, come nella Germania Est, la sorveglianza invece verso l’interno. Gli atleti erano considerati “Diplomaten im Trainingsanzug”, ovvero ambasciatori in tuta, strategici per l’immagine dello Stato e guadagnare reputazione internazionale attraverso i risultati sportivi. La Stasi organizzò un sistema di sorveglianza per prevenire le la fuga di atleti, che erano controllati e sorvegliati.
Oggi le spie si sono miniaturizzate e spostate negli oggetti che usiamo per allenarci. Sono i sensori al polso, la fascia cardio, il telefono. Registrano battiti cardiaci, l’ossigenazione del sangue, i percorsi, i tempi, il sonno, i recuperi. Ogni deviazione è segnalata e ogni parametro dataficato.
In questo passaggio la spia cambia linguaggio. Non racconta più, non interpreta: calcola. Attraverso una serie di indicatori che definiscono cosa è normale e cosa non lo è, l’atleta diventa sia controllore e controllato.
Ofgang, E., At the 1960 Olympics, American Athletes Recruited by the CIA Tried to Convince Their Soviet Peers to Defect. Smithsonian Magazine, 2024. https://www.smithsonianmag.com/history/at-the-1960-olympics-american-athletes-recruited-by-the-cia-tried-to-convince-their-soviet-peers-to-defect-180984794/
Duckworth, A., & Hunt, T. M. (2019). Espionage in the eternal city: the CIA, Ukrainian émigrés, and the 1960 Rome Olympic Games. Journal of Intelligence History, 18(2), 233–https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/16161262.2019.1592959
Materiale d’archivio tratto da Bundesbeauftragte für die Stasi-Unterlagen, Olympia 1972, Berlino. https://www.stasi-mediathek.de/geschichten/olympia-1972/sheet/1-0/type/intro/